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Archeologia

 

 

Ubicazione: Casabona
Fruibilità: Visitabile
Cronologia: Età Protostorica - XVI sec
Ricerche: Occasionali
Età Protostorica: Tracce di frequentazione
Età Classica: Loc. Santa Lucia: resti di fattoria ( IV sec a.C.)
Età Ellenistica e Romana: Loc. Cialofoniti: resti di strutture murarie di età romana. 
Loc. Cucumazzo: resti di grande villa rustica età tardo-repubblicana. 
Loc. Santa Lucia: resti di strutture (muri, colonne, pavimentazioni).
Età Medievale: Loc. Gabelluccia: necropoli (VI-VII secolo d.C.). Fraz. di Zinga: ruderi della città medievale.

Il paese sorge su un colle, caratterizzato da numerose grotticelle scavate nella tenera arenaria, pertinenti ad un tipico abitato rupestre (il più grande della provincia di Crotone) attualmente adibito a ricoveri di animali.

 


Vista panoramica.

 

Secondo lo storiografo greco Strabone, anticamente il luogo era abitato dalla popolazione dei Choni, antico popolo calabrese, di cui si sono perse le tracce.

Numerosi sono i rinvenimenti archeologici che attestano questa presenza a partire dall’età più antica, quella protostorica, con tracce superficiali di frammenti ceramici ad “impasto” fino ad arrivare ad alcuni siti scientificamente indagati come quello in località S. Lucia dove sono stati trovati i resti di una fattoria databile intorno alla fine del IV secolo a.C., e dalle località Cialofoniti e Cucumazzo dove emergono resti di strutture murarie di età romana tra le quali una grande villa rustica di età tardo-repubblicana.

 


Loc. Cucumazzo: strutture pertinenti alla villa tardo-repubblicana.



 

 

Inoltre, in località Gabelluccia, emerge una necropoli con sepolture databili al VI-VII secolo d.C..

Durante il XIII secolo, divenne un tipico centro feudale del Marchesato, assoggettato dapprima sotto il controllo della famiglia Sangiorgi e successivamente dagli Abenante, dai Cavaniglia, dai Ruffo di Montaldo ai d’Aragona, ai Crispano, fino ai Capecelato che la tennero sino alla eversione della feudalità.

Caratteristica delle abitazioni del borgo, sono i locali sotterranei che riutilizzano antiche dimore ipogee.

Da visitare nella frazione di Zinga, avanzi della città medievale e i ruderi di Casal Buono (da cui prende il nome il paese) distrutto in seguito al terremoto del 1638.

 

 

 

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